No Berlusconi Day
Sabato 5 dicembre - ore 14, piazza della Repubblica, Roma
http://www.noberlusconiday.org/?page_id=10
sabato 14 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
Porcupine Tree @ Atlantico Live, Roma : been there, done that !
bello e molto lungo; piu' di due ore di musica, peccato solo che, come dice anche un articolo su ondarock.it: "dispiace ammirare ormai nei Porcupine Tree solo la maestria esecutiva: speriamo che in futuro possano tornare a scoprire nuove vie, più avvincenti"
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Giulivo Navigante
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11/06/2009
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su Il Manifesto di oggi, un editoriale di Emilio Molinari e Rosario Lembo dice cosi':
Il Senato ha votato la conversione in legge del decreto art. 15 con il quale si privatizzano tutti i rubinetti d'Italia. L'acqua del sindaco, come per anni l'hanno chiamata i lombardi, non c'è più e di questo bisogna ringraziare la classe politica italiana.
quando la realta' supera l'immaginazione! comunque, approvato per ora in Senato, arrivera' presto alla Camera.
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Giulivo Navigante
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11/06/2009
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domenica 1 novembre 2009
L'articolo si intitola In memoria dei diritti umani, e' di Furio Colombo e sta sul numero de Il Fatto Quotidiano di oggi, 1 Novembre
Siamo la stessa gente che ammazza di botte gli omosessuali e ammazza di cavilli procedurali la legge che difende gli omosessuali in modo che questa legge non ci sia mai. Siamo noi il disperato Elham che muore nel lager costruito per punirlo di essere venuto in Italia in cerca di un Paese civile. Siamo noi il carceriere e il medico senza dignità che- per quieto vivere- lasciano morire chi cerca nella morte l’unica fuga. Siamo l’uomo abbattuto dalla camorra, con pochi gesti agili, senza concitazione. Siamo l’assassino che va via senza nascondere la pistola, siamo i passanti che non fanno caso ai cadaveri sui marciapiedi. Siamo i poliziotti che hanno massacrato il giovane Stefano Cucchi e continuano a restare ignoti. Siamo dunque allo stesso tempo il terrore e le vittime del terrore perché i nostri diritti e la nostra decenza sono precipitati in un buco nero immorale e illegale insieme a Cucchi, Bacioterracino, a Elham e ai loro assassini. Poiché ci siamo lasciati degradare fino a questo punto, non ci resta che dire un grazie riconoscente ai genitori e alla sorella di Cucchi che non hanno ceduto; ai giudici del delitto di camorra, che hanno diffuso il tremendo video, affinché tutti vedessero una scena di vita in una città italiana ai nostri giorni; a coloro che hanno fatto arrivare l’ annuncio di prossima morte dell’ immigrato Elham. Queste tre notizie servono almeno a ricordarci quanto siamo arrivati lontani dalla nostra Costituzione e dai fondamenti della Carta dei diritti dell’uomo. In Italia. Oggi.
questo che ho riportato e' solo l'ultimo pezzo, l'articolo, per intero e' stato anche pubblicato online a questo indirizzo
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Giulivo Navigante
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11/01/2009
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Etichette: diritti umani, il fatto quotidiano, stefano cucchi
martedì 27 ottobre 2009
ho tovato ieri (26 ottobre) un articolo, de l'Unita' riguardo Google Android, che non mi e' piaciuto per niente ... e cosi' gli ho scritto, sperando in una riposta che, comunque, non e' ancora arrivata
l'articolo e' questo http://www.unita.it/news/tecnologia/90298/google_android_tenta_lo_sbarco_nella_galassia_di_microsoft , quoto invece la mia email
sono un lettore de l'Unita' ed oggi ho notato il suo articolo riguardo
Google Android alle pagine 24 e 25, in merito al quale le sto
scrivendo.
Innanzitutto, l'articolo mi pare vago ed impreciso soprattutto
riguardo a funzionalita' o, ad esempio, licenze, il che lo rende ai
miei occhi prevalentemente un messaggio pubblicitario, invece che
informativo, ma non e' di questo che volevo parlare; piuttosto volevo
appunto precisare alcune cose che nell'articolo mi sembrano errate:
1. "open source" non significa, assolutamente, ne' implica, che il
software sia gratuito (al contrario quindi di quanto e' scritto nelle
primissime righe dell'articolo) ... questo infatti e' un fatto di
fondamentale importanza per la comprensione di cosa significhi
veramente "open soruce", che e' un modello di sviluppo software mirato
a garantire la liberta' di utilizzo del software al ricevente e nulla
ha a che vedere con il costo - "Free software" is a matter of liberty,
not price. To understand the concept, you should think of "free" as in
"free speech," not as in "free beer." -
http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html - la pagina quotata e'
della fondazione fsf, che ha scritto la licenza con cui viene
rilasciata parte di Android, quindi e' indiscutibilmente una fonte
attendibile
2. Android non e' un sistema operativo sviluppato da Google, esso
infatti e' "open source" perche' include codice sviluppato da terzi e
rilasciato con licenza GPLv2 o Apache2 -
http://source.android.com/license - entrambe queste licenze
costringono chi riceve o riutilizza il software a rilasciare le
proprie modifiche nei termini delle stesse licenze o di altre
egualmente o piu' permissive ... Google, includendo codice di terzi
rilasciato con tali licenze, e' _costretta_ a rilasciare le sue
modifiche nei termini delle stesse, ne' soprattutto e' proprietaria di
codice scritto da altri
3. nell'articolo e' anche scritto che siamo stati abituati a sistemi a
finestre come Windows, Mac o Linux ... Linux _NON_ e' un sistema a
finestre, Linux e' un kernel, non un sistema operativo ed e'
rilasciato nei termini della licenza GPLv2; non ha nulla a che fare
con l'interfaccia grafica mostrata all'utente che infatti potra', o
meno, essere a finestre (vedi punti 4 e 5)
4. Android _include_ Linux, o, per meglio dire, il kernel di Android
E' Linux - http://developer.android.com/guide/basics/what-is-android.html
- Android relies on Linux version 2.6 for core system services such as
security, memory management, process management, network stack, and
driver model. The kernel also acts as an abstraction layer between the
hardware and the rest of the software stack. - come si puo' capire
Linux e' infatti un elemento fondamentale al funzionamento di Android.
5. Il kernel Linux e' sviluppato prevalentemente da volontari, ma tra
le societa' che vi partecipano nominalmente, Google figura al 7o posto
con solo l'1,9% delle contribuzioni ... la prima e' invece Red Hat che
ne contribuisce per un 12,8% - http://lwn.net/Articles/222773/ - e
questo _solo_ relativamente al kernel, ci sarebbe molto piu' di cui
discutere in merito
sperando quindi in un riscontro favorevole, concludo qui questa lettera
a presto "in edicola"
nel caso voleste scrivere anche voi, l'autore e' Marco Ventimiglia: mventimiglia@unita.it
dimenticavo, non sono un lettore abituale de l'Unita', anzi, ma il lunedi' non escono ne' il manifesto ne' il fatto quotidiano ... e cosi' ...
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Giulivo Navigante
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10/27/2009
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venerdì 9 ottobre 2009
it could be you were wondering how's going on with the appeal the Pirate Bay has filed against the initial verdict which found them guilty of assistance to copyright infringement ...
... well, something very interesting came out yesterday (8th Oct) from Peter's blog
Then magic happens: BREIN gets a hold of a credit report from the UK company Experian that proves that Reservella is connected to Fredrik!
They send it to the court and our legal counsil gets a copy. I receive it as well and can’t believe my eyes; FREDRIK IS THE CEO AND DIRECTOR OF RESERVELLA! This was news to all of us, and we didn’t know what to say.
Name of the company: “RESERVELLA“.
Registered legal address: “Suite 13, 1 Fl, etc”
License number: “32549”
Date of Registration: “28 June, 2004”
Registered Agent: “MOSSACK FONSECA & CO (SEYCHELLES) LTD”
Management: “Fredrik Neij, CEO“.
So the only place where this data could come from? Must be that company Mossack Fonseca & co. But fear not. I have magic e-mail skills as well. Here’s the answer I got from them;
“Reference is made to your mail below and we would like to inform you that this name does not appear on our database and under no circumstances do we divulged information on our clients nor directors of a company to any third parties unless it is a court case and under the Seychelles law, we give the information to the authorities concerned only.
We would like if there is any possibility of knowing why our name, address and contact appears on that company when we do not have anything to do with it.”
Even more interesting, after speaking with this company who seemed quite upset with having their name associated with a #lie, they sent a fax stating the same, and even more. They included one special quote;
“Furthermore, we have not had any contact with Experian.”
read more at: http://blog.brokep.com/2009/10/08/fail-in-nl/
the pirate bay website is run by Gottfrid Svartholm (anakata) and Fredrik Neij (TiAMO). On 17 April 2009, Peter Sunde, Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm and Carl Lundström were found guilty of assistance to copyright infringement and sentenced to one year in prison and payment of a fine of 30 million SEK (app. 3,620,000 USD; 2,385,000 GBP; or 2,684,000 EUR), after a trial of nine days.
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Giulivo Navigante
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10/09/2009
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Etichette: the pirate bay
quoto, per intero, un articolo di Bruno Tinti apparso su il fatto quotidiano, http://antefatto.ilcannocchiale.it/post/2350747.html
Provo a spiegare cosa pensa un giudice: “da me si aspettano imparzialità e una sentenza tecnicamente giusta. La mia sentenza (civile), nella migliore delle ipotesi, scontenterà una delle due parti e, molto spesso, tutte e due; e la mia sentenza (penale) di condanna scontenterà l’imputato e quella di assoluzione la parte offesa; in ogni caso ci sarà un appello in cui me ne diranno di tutti i colori. “Tutto questo, in quest’ordine, pensa un giudice quando mette mano a un processo. Sicché lavora al meglio di come sa (sentenza tecnicamente giusta), pur sapendo che ci sarà un sacco di gente che sarà scontenta del suo lavoro. E lavora con la massima tranquillità perché sa che tutti sanno che a lui, dell’esito del processo, non gliene importa nulla. Però, appena si accorge che qualcuno può pensare che lui non è imparziale, non è più tranquillo per niente e quindi smette subito di lavorare; nel senso che smette di fare quel processo nel quale si dubita della sua imparzialità. Si chiama astensione: il giudice dichiara che ha un interesse personale in quel processo; oppure che si può sospettare che lo abbia; e chiede di essere sostituito. Non c’è solo questa ragione, la tranquillità del giudice, a fondamento dell’astensione. Ce ne sono altre due, ancora più importanti.
Le parti del processo debbono essere convinte che il giudice ha applicato la legge e che più di così non poteva fare; o almeno debbono essere convinte che il giudice ha sbagliato nell’applicare la legge (per questo fanno appello) ma che l’ha fatto in buona fede. E soprattutto i cittadini tutti debbono pensare che la giustizia c’è, con i limiti delle cose umane (quindi le sentenze possono anche essere sbagliate), ma sempre imparziale. Se non fosse così, se i cittadini perdessero la fiducia nell’imparzialità della giustizia (non nella giustizia intesa come capacità di fornire sempre le soluzioni giuste, che è una cosa diversa e che nel mondo degli uomini non esiste), essi si farebbero giustizia da soli e dominerebbero violenza e sopraffazione. Ecco perché i giudici si astengono spesso e volentieri; soprattutto volentieri. Meno interesse hanno in un processo, più facilmente si astengono. Perché dovrebbero far pensare a qualcuno che non sono imparziali? Perché dovrebbero minare alla base la credibilità delle loro sentenze? Quel processo se lo faccia qualcun altro; proprio perché non ho alcun interesse nella causa, non me ne importa nulla di essere io a celebrarla. Ed ecco anche perché, quando un giudice sembra non essere imparziale e tuttavia non si astiene, la cosa diviene assai sospetta: perché proprio la sua riluttanza a lasciare il processo in mani a qualcun altro è la prova migliore che un interesse personale all’esito della controversia alla fine ci deve essere.
Igiudici costituzionali Mazzella e Napolitano hanno cenato (a casa di Mazzella) con Berlusconi, Alfano, Letta e Vizzini. Naturalmente non si può dire che, in quella cena, l’argomento trattato sia stato il Lodo Alfano. Però si può dire che una situazione del genere avrebbe portato all’astensione (in realtà alla ricusazione) di qualsiasi giudice ordinario, amministrativo o contabile. E dunque si può dire che almeno l’apparenza di imparzialità è venuta meno; che la fiducia a priori, che ogni giudice merita proprio perché imparziale, nel caso di questi due giudici costituzionali, non può più esserci. I due giudici, e la parte politica che li sostiene (ma che brutta cosa, giudici sostenuti da una parte politica!) ricordano agli sprovveduti di diritto che l’ordinamento della Corte Costituzionale non prevede l’astensione dei suoi giudici: perché, dicono, la Corte giudica su leggi e non su fatti; e le leggi si rivolgono a tutti i cittadini e non a qualcuno in particolare, il che esclude che vi siano in gioco interessi concreti di soggetti di cui il giudice potrebbe essere amico. E in effetti, di norma, è così.
Ma il problema del lodo Alfano, come di tutte le leggi ad personam che ci angosciano da una decina d’anni, è che il destinatario della legge che deve essere sottoposto al giudizio della Corte Costituzionale uno è: Berlusconi. Proprio quello che si è seduto allo stesso tavolo dei giudici costituzionali Mazzella e Napolitano, che è commensale abituale di Mazzella, che ne è grande amico (lo ha detto lo stesso Mazzella). Allora, in questo caso, la brillante tesi giuridica secondo la quale i giudici costituzionali non si astengono è del tutto inapplicabile. Qui un interesse personale di una singola persona alla decisione che il giudice di cui è amico dovrà prendere c’è; e come se c’è. Così il problema della Corte Costituzionale adesso è molto serio. C’è un interesse personale dei giudici Mazzella e Napolitano quanto al risultato del procedimento? E comunque, in che misura la sentenza della Corte può essere resa meno credibile (la parola esatta è “delegittimata”) dalla partecipazione al giudizio di due amici dell’unico concretamente interessato (e quanto concretamente!) alla soluzione della controversia?
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Giulivo Navigante
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10/09/2009
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domenica 27 settembre 2009
terzo post per oggi! si vede che sono riuscito a riconquistare un po' di tranquillita' ... mentale almeno! comunque, Lei ha salvato questo:
appena arrivato era malmesso, ora sta meglio, che si fa lo riportiamo dove l'abbiamo trovato?
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Giulivo Navigante
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9/27/2009
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mi e' sembrato assurdo ascoltare le parole di questi ragazzi, di Casale, che parlano di Saviano
intelligentissima la sua risposta, anche se non per i ragazzi del video precedente che, forse, "non decideranno mai da che parte stare"
non includo il resto dei video, ma vale la pena di vederli (la Bignardi per fortuna e' rimasta in silenzio la maggior parte del tempo); in questo passaggio per esempio si capsice per fortuna che quelli non erano gli unici studenti ... eppure, stranamente, quelli erano tre ragazzi e le prossime tre ragazze
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Giulivo Navigante
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9/27/2009
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Etichette: era glaciale, saviano
ho gia' visto obamadeception e comunque non sarebbe stato di lui che mi andavo a preoccupare, visto che non e' in lui che dovrei riporre le mie speranze ... quello che mi ha fatto sorridere della foto (sebbene il viso di Barack sia ababstanza espressivo) e' invece il sorriso del mio di presidente o, ancora meglio, della persona che ha davanti:
valeva la pena di postarla o no? mi sarebbe piaciuto vederla sulla prima pagina de il manifesto oggi!
a proposito, de il fatto invece, che mi dite? abbonati? dimenticavo, la foto in verita' e' de el pais, che facciamo ci abboniamo pure a quello?
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Giulivo Navigante
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9/27/2009
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